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Quando capisci che è quello giusto.

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La ragazza avrebbe dovuto ascoltare ciò che la guida stava illustrando, in fondo era arrivata fino a lì per avere le idee più chiare riguardo il suo percorso di studi, per capire se era davvero quella l'università giusta per lei, ma proprio non riusciva a rimanere concentrata.  Era stata vittima del famoso colpo di fulmine e proprio non riusciva a capacitarsene. Possibile che ci si possa innamorare così in un solo istante? Non ci credeva, eppure quel sorriso non le si levava dalla testa, quegli occhi scuri e penetranti le facevano venire le farfalle nello stomaco al solo pensiero ed il ricordo del suo calore le faceva arrossire le guance.  <Sei una sciocca! Ti sei buttata a capofitto senza neanche conoscerlo affondo, e se fosse quello sbagliato? Guarda che il mare è pieno di pesci. E quello laggiù per esempio? Che ne sai potrebbe essere lui quello giusto, guarda che muscoli.>  Che discorsi sciocchi che faceva la mente, ma intanto il cuore ri...

Poesia dell'uguaglianza

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C'era una volta un essere fatato⁣ che di stare al mondo era molto grato⁣ viveva all'interno del bosco⁣ e sapeva di dover rimaner sempre nascosto.⁣ Un giorno la curiosità prese il sopravvento⁣ ed un po' timoroso a passo lento⁣ uscí dalla dimora sicura⁣ ed iniziò la sua avventura.⁣ Il mondo era bello come lo aveva immaginato⁣ cibo e cultura lo lasciarono affascinato⁣ solo dalle persone rimase un po' deluso⁣ lo guardavano strano e si sentiva escluso. ⁣ Pensò che fosse per il suo aspetto⁣ così decise di togliersi il sospetto:⁣ assunse la forma di un atletico umano⁣ alto e con la pelle color castano⁣ era soddisfatto del risultato⁣ sicuramente si sarebbe integrato.⁣ Rimase stupito nel vedere i volti della gente⁣ la sua bellezza forse era troppo appariscente?⁣ Decise di prendere altre sembianze⁣ ispirandosi alle donne nelle vicinanze⁣ la pelle segnata dal tempo e perlata⁣ ed una chioma argentea abbinata, ⁣ ma nean...

Regali sul lago

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C'era una volta, prima che tutto questo avesse inizio, qualcuno che regalava libri. Era ancora inverno eppure il sole splendeva sulle acque della lago, un tiepido calore scaldava il viso e tutto appariva così sereno. Passeggiare era liberatorio e lo sguardo si posava su anziani che giocavano a bocce, cani che correvano in spiaggia, bambini sulle altalene e ragazzi che si scattava o foto con quel magnifico paesaggio a fargli da sfondo. Io lentamente camminavo parlando da sola con Elly, il mio cane, fermandomi di tanto in tanto su una panchina. È proprio così che per ben 2 volte ho trovato dei libri, lasciati lì in cerca di un nuovo lettore. Inizialmente ho cercato di capire di chi fossero, ma dopo il secondo ritrovamento poco distante ho capito che non era un caso, qualcuno aveva trovato un modo originale per disfarsi di letture passate dando loro una nuova vita con un nuovo fortunato proprietario.  Che titoli curiosi! "La legge di Murphy", sarà un segno? Con il senn...

Il mistero svelato dell'albero cavo

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Elly nella posizione di cantastorie fatato vi racconterà il mistero svelato dell'albero cavo. "C'era una volta un albero cavo che nella sua vita aveva visto accadere tante cose. Gli anni e le stagioni si erano susseguiti ed il foro sul suo tronco era diventato man mano sempre più grande; se inizialmente ospitava una piccola famiglia di passerotti, con gli anni accolse in sé anche morbidi e pigri scoiattoli e seri notturni gufi, ma quel che non poteva sapere era che tutto questo equilibrio naturale si sarebbe stravolto.  Intorno a lui sorsero enormi strutture, rumorose strade e grandi palazzi e gli animali spaventati si allontanarono sempre di più, minacciati da una totale noncuranza della loro vita. L'albero soffrì la solitudine, e nonostante il foro nel suo tronco fosse abbastanza grande da accogliere intere famiglie di animaletti oramai era vuoto e sporco perché nessuno più se ne occupava. L'albero passava le giornate ripensando ai bei tempi in cui i rumori ...

Lady per Purina ProPlan

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Non sono di razza ma posso fare la modella anche io. Si, il concetto vale anche per il cane 😅 Si parla spesso di quello che possiamo e non possiamo "permetterci" in base al nostro aspetto, anche qui su Instagram sembra ci siano regole prestabilite che ci dicono se "siamo abbastanza" per questa o quella foto, per mostrarci in primo piano o a figura intera, per sorridere o rimanere seri, per far sentire la nostra voce o no.  Abbiamo sempre un po' quel timore del giudizio altrui, specialmente le stories ci mettono di fronte ad un carico di ansia che stranamente non abbiamo quando scambiamo 2 parole con il vicino in fila alla posta o quando iniziamo a chiacchierare in sala d'attesa con le altre persone, perché l'obiettivo ci fa sentire così vulnerabili? Cosa cambia sul nostro volto e nella nostra voce? Niente, siamo sempre noi, dobbiamo solo accettarci perché in fondo è lo specchio, in questo caso la lente frontale del telefono, che ci mette davanti a...
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Atmosfera, un caffè ed una storia raccontata dal proprio marito:  <<C'era una volta in Giappone un ragazzo poverissimo che viveva con sua madre, fu incaricato da quest'ultima di andare a comprare una gallina al mercato, ma una volta arrivato lì vide rinchiusa in una gabbia una bellissima gru. Ella era magra e ferita ì, ma lui seguì ciò che gli diceva il cuore ed usò i soldi per comprare la gru.  La portò a casa e con pazienza e dedizione la curò, quando fu guarita del tutto la liberò.  Il giorno dopo busso alla sua porta una bellissima fanciulla chiedendo ospitalità e lui incredulo la accolse scusandosi per l'umile dimora. La fanciulla si diede da fare in casa e qualche giorno dopo chiese al giovane di farla essere la sua sposa. Lui era sgomento perché era povero e viveva in una capanna, ma lei lo rassicurò dicendo che avrebbero lavorato entrambi. Si celebrarono le nozze ed il giorno seguente la donna si chiuse in una stanzina chiedendo al marito di non entra...

Il sospiro del treno

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Il rumore del treno che corre sulle rotaie e quell' ondeggiare avanti ed indietro inevitabile quando sei in piedi e ti reggi alle sbarre di alluminio, non poteva sedersi perché il suo cuore correva più di quel treno. Immaginate una giovane ragazza di 19 anni, bassina ed avvolta nel suo grosso cappotto invernale, sotto sciarpa, cappello e guanti, l'unica cosa che si vede bene sono i suoi occhi chiari e pieni di sogni. Manca solo una fermata ed il cuore inizia a battere all'impazzata, si sente così sciocca eppure farlo rallentare è impossibile, dal finestrino le figure scorrono veloce, sembra fissarle intensamente, ma in realtà è persa nei suoi pensieri .  Nella sua mente solo l'immagine di quel sorriso ed il ricordo del calore delle sue labbra: "possibile si possa amare così tanto dopo quel che hai passato?" Eppure lui le ispirava totale fiducia, cosa che lei rifiutava: "prima regola, fidarsi è bene non fidarsi è meglio" si ripeteva come un man...